LoginIscriviti • Anno 3 - Numero 2  

cerca nel sito

Cosa c'è al cinema?
CODICE FILM MANCANTE (N.D.,2005)

Torna indietro

Clicca sulla foto per ingrandire

IN PROGRAMMAZIONE

Guarda dove
Regia: 
Genere: 
Durata: 
Cast: 
Tipo: Nessuna
Trama: 

LE RECENSIONI


La recensione di Wanda Castelnuovo Voto del Redattore: 4

Che bel film ‘Control’: resta dentro, costringe a ripensarlo e a riflettere su responsabilità, amore, equilibrio, più semplicemente sulla vita e sulla forza necessaria per affrontarla.
Sotto l’aspetto formale è splendido con quel suo ‘bianco e nero’ che magicamente ricrea l’atmosfera grigia e un po’ melanconica della Macclesfield ‘fine degli anni settanta': periferia inglese in cui si svolge la breve e tragica vicenda del giovane cantante Ian Curtis, leader carismatico del gruppo musicale Joy Division. Vi appare tutta la maestria di Anton Corbijn, fotografo di professione passato al cinema in quest’occasione. Un ‘bianco e nero’ che non solo trasmette con immagini da grande pittura una povertà senza illusioni, ma dignitosa, ma che ‘interpreta’ in un gioco ora di sfumature, ora di immagini nette la complessa figura del protagonista.
Il film non racconta solo la vita di un’icona del pop, ma è il ritratto umano e psicologicamente reale di un ragazzo come tanti che non ha saputo o voluto crescere rimanendo schiacciato dalle responsabilità e dalle conseguenze delle sue azioni.
Vi è un parallelismo tra la vicenda familiare e quella musicale: nella prima Ian non sa decidersi tra l’amica (la bella Alexandra Maria Lara che interpreta con molta sensibilità un amore appassionato, ma sempre incerto) e la moglie (una Samantha Morton capace di sfumare felicità e dolore: il suo disperato grido finale è indimenticabile) e quando nasce la figlia ‘cercata’ è schiacciato dalla nuova responsabilità, mentre nel rapporto con la band - forse anche a causa dell’epilessia manifestatasi nel frattempo - appare sempre più terrorizzato dal crescente successo che richiede un suo impegno sempre maggiore. Se a questa inadeguatezza caratteriale si aggiunge quella di chi lo circonda - nessuno lo comprende e lo sa aiutare - diviene logica la tragica conclusione.
Ottima l’interpretazione di San Riley che rende perfettamente non solo la figura di un ragazzo della periferia inglese degli anni 70, ma - specialmente nella seconda parte - ci fa vivere come nostri le incertezze, le paure e gli errori di Ian.
‘Control’ è un film doloroso, delicato, struggente e profondo come raramente se ne vedono: parla sommessamente in un cinema spesso urlato.

 

HOME    Login    Chi siamo    I Redattori    Dalla Redazione    Privacy    Contattaci    Preferiti    Imposta come Homepage   
© 2006-2009 alCinema.Org - Intrattenimenti - alCinema.Org è un supplemento di Teatro.Org - Iscrizione ROC del 30 agosto 2006 - n. 14662