Non è certamente un tipo che ama starsene con le mani in mano il giovane scrittore, regista, cameraman e truccatore Filippo Palmesi Curti. E noi, sempre attenti ai giovani talenti non potevamo ovviamente perdere la ghiotta occasione di scambiare quattro chiacchiere direttamente con lui!
Scrittore,regista,cameraman e truccatore. Come ti e ci spieghi questo tuo straordinario ecletticisimo?
Credo che specialmente all’inizio della carriera il modo migliore per avanzare professionalmente sia quello della sperimentazione. Se scrivere e realizzare film sono solo due arti diverse per raccontare una storia, attorno al ruolo di regista si appoggiano diverse altre figure fondamentali per la realizzazione del film. fare da operatore di camera è fondamentale all’inzio della carriera per avanzare professionalmente nel ruolo di regista. E lo stesso vale per la figura dello special make up artist.
Filippo toglimi una curiosità: è nato prima l’amore per la letteratura o per il cinema? Scrivo da sempre; ho iniziato da bambino e col passare degli anni ho cercato di sviluppare la mia arte. L’amore per il cinema viene dalla stessa volontà di raccontare una storia ad un pubblico.
Quale credi sia il filo rosso che leghi i due ambiti? Entrambe le arti hanno la funzione di intrattenere e raccontare una storia ad uno spettatore/lettore. Credo che un racconto nasca per la penna o per la pellicola fin dall’inizio. Può essere adattato alla forma d’arte opposta, ma l’idea originale ha già dentro di sé la sua forma.
Chi ti ha trasmesso l’amore per l’arte in generale? Scrivere non è cosa che può essere insegnata. Può essere corretta, ampliata e migliorata, ma colui che scrive ha qualcosa di proprio dentro, che lo porta a stendere un racconto. La stessa cosa vale per la parte creativa nella figura del regista, ma in questo caso la scuola per diventare tale è molto lunga ed ha bisogno di importanti insegnamenti.
Quali differenze sostanziali hai riscontrato durante la ripresa e la realizzazione vera e propria di ogni singolo progetto? Il film è arte e il suo unico scopo principale è quello dell’ entertainment. Possono esserci film culturali, di riflessione, ma la prima cosa che fanno è quella di allontanare dal mondo privato lo spettatore ed intrattenerlo per un paio di ore. La realizzazione di spot e videoclip hanno uno scopo puramente commerciale nel primo caso, e promozionale nel secondo. Lo stile registico è diverso, necessita di immagini molto più rapide e spesso di effetti speciali che nel cinema non verrebbero utilizzati. Il mondo del documentario invece è a sua volta diverso. Utilizza campi e sequenze che si avvicinano a quelle del cinema, seppur il racconto è una non-fiction.
Attualmente a quali progetti stai lavorando?
Attualmente sto promuovendo "Il massacro di Craig", il primo romanzo . Inoltre ho terminato la stesura del mio secondo romanzo e sto componendo il terzo. Ho diversi progetti nel campo cinematografico, come il sequel del cortometraggio horror/trash “Bazaar”, e altre idee meno indirizzate ad un solo pubblico teenager, come un film thriller e una commedia dark.
Presto troverete maggiori informazioni al riguardo sul mio sito web: www.fpcurti.com
Inserita il 10 - 12 - 08
Fonte: laura gorini
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