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Le Interviste di alCinema.Org
Interviste ad attori e personaggi del cinema e del mondo dello spettacolo.

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Gabriele Buonasorte e Mattia Zanatta e il loro amore per il Grande Schermo
Gabriele Buonasorte e Mattia Zanatta e il loro amore per il Grande Schermo
I Gershwin Trio sono un quartetto jazz-pardon- un “due trio più uno”, molto particolare e suggestivo.
Quattro giovani ma esperti interpreti che, calandosi nei panni di artisti d’altri tempi, hanno voluto ricostruire in “A new Gershwin path”, il loro primo album, pubblicato da ‘Aveit, un’atmosfera unica e affascinante di un sax arrugginito, di un pianoforte scordato e di due voci femminili decisamente differenti. Tuttavia è nelle vesti di appassionati ed esperti del settore cinematografico che abbiamo intervistato Gabriele Buonasorte, il loro sassofonista e indiscusso leader fondatore, e Mattia Zanatta, il loro eccellente pianista.

Gabriele com’è nata la tua passione per il cinema? La mia passione per il cinema è nata conseguentemente alla mia passione per la musica, nel senso che ad avvicinarmi allo schermo fu la mia attrazione per le colonne sonore.

Che cosa ti affascina particolarmente del Grande Schermo? Lo strapotere comunicativo frutto dell’associazione tra suono e immagine; vedere una sceneggiatura che prende forma attraverso inquadrature, fotogrammi, dialoghi, suoni ed effetti. Il processo di montaggio di un film è sicuramente più sviluppato nel cinema che nella televisione, soprattutto dal punto di vista sonoro, campo del quale mi occupo.

Registi e film preferiti? Mel Gibson, Polansky e Salvatores, come registi. Film preferiti: “Braveheart”, “The Pianist” e “Sud”

Gabriele tu hai avuto la ghiotta opportunità di collaborare al processing audio del film “Uno su due”con Fabio Volo in qualità di stagista presso il Tweedle Studio spa, consulente italiano DTS Surround. Che ricordi hai di quell’esperienza? E’ stata una esperienza molto significativa, ho avuto modo di scoprire quanti aspetti sono celati allo spettatore cinematografico, quanto numerosi sono i segreti del mestiere.
Il montaggio dei dialoghi, la rumoristica e l’effettistica delle scene, (lato che mi ha sempre appassionato molto), ti permettono di entrare nella costruzione di tutto il film, mattone dopo mattone. È stato molto affascinante!

Poi sono nate tue importanti collaborazioni in veste di compositore di colonne sonore per svariati film e cortometraggi...Vuoi illuminarci meglio in merito? Ho avuto occasione di lavorare a svariati cortometraggi, e sono diventato un estimatore di questa categoria.
Il cortometraggio ti impone di dover essere efficace in poco tempo, cosa molto difficile.
Devi riuscire a toccare le corde giuste senza girarci troppo intorno ( possibilità che invece ti da il grande schermo), e questo vale anche per la musica.
La colonna sonora accompagna quello che sta accadendo sulla scena, e a volte, lo guida pure, come nel corto “Palazzina SixPhonia”, diretto dal regista Davide Maldi, cui ho avuto l’onore e il piacere di lavorare.

Inoltre hai trovato anche il tempo di collaborare con la compagnia di teatro danza “Anima Libera”come unico musicista live, portando in tour lo spettacolo “Fellini in punta di piedi” sotto la regia di Sabrina Camera ...Momenti salienti e più emozionanti di questa esperienza? Esperienza esaltante, dalla quale ho imparato tantissimo.
Era la prima volta che performavo sul palco con dei ballerini, tantissime cose a cui badare, le note del mio sax , da sole, non bastavano, importanza rilevante avevano i movimenti in sincronia con gli attori/ballerini.
Non ero più solo un musicista, ero un personaggio dello spettacolo!
Mi sono molto divertito e lo rifarei altre mille volte.

Abbiamo parlato di cinema e di teatro ma non della tua più grande passione: la musica.
Una passione talmente grande che sei riuscito a far diventare la tua professione primaria.
Complimenti! Ma facciamo ora il punto della situazione riguardo alle tue passate e collaborazioni a carattere prettamente musicale... Con quali band e formazioni hai esordito nel mondo della musica?
La mia prima formazione è tata l’Arcadia Sax Ensemble, ensemble di sassofoni diretta dal maestro Gianfranco Gioia.
Il mio primo progetto è stato il “Kainesis Duo”, duo Sax-Piano che esplorava il repertorio novecentesco sassofonistico, con il Pianista cileno Carlos Rojas.

Ora a parte i Gershwin Trio con quali altre band e/o artisti stai lavorando? Dal Giugno 2008 ho l’onore di essere Sideman del Gabriel Rivano Tango Mediterraneo Quartet, formazione che ha come leader l’omonimo Bandoneonista argentino Gabriel Rivano., musicista di fama mondiale, che ho incontrato la scorsa estate a Berna, grazie all’intermediazione di un’impresaria tedesca, Anna Ekkhart, che ha voluto metterci insieme.Questo progetto fonde il tango puro di Gabriel, con la nostra visione sperimentale e improvvisativa di esso.Bandoneon, Sax soprano, Violoncello e Pianoforte... da non perdere!

Con i Gershwin hai già tenuto numerosi concerti tra cui uno specialissimo in diretta Rai...Ce ne vuoi parlare? Bellissima esperienza,:era una diretta mondiale su RaiSat,settanta milioni di persone ci ascoltarono in quel frangente, e mi resi conto dello strapotere comunicativo della televisione.
La trasmissione “Cristianità” celebrava la Giornata Mondiale del Migrante, e decise di chiamarci , come testimoni di questo fenomeno, poiché Gershwin era un migrante, e noi Gershwin Trio, in un certo senso, lo eravamo a nostra volta.
Provenienti da quattro posti diversi, ci siamo incontrati nella Roma Caput Mundi per dar vita al nostro progetto.
Suggestivo, direi!

E sempre con i Gershwin hai pubblicato con ‘Aveit il vostro primo cd...Qualche chicca in merito? Beh è stata una soddisfazione grandissima, la realizzazione di un sogno.
Per un musicista, vedere venir su il proprio album è sicuramente un sogno di bambino che diventa realtà.
Significa che qualcosa di buono è stato fatto da tutti noi, se un produttore ha deciso di investire tempo e denaro sulle nostre qualità.
Il rapporto con ‘Aveit è stato dal principio speciale, ci siamo sentiti , da subito, come parte di una grande famiglia, cosa molto rara nei rapporti tra produttori e artisti.
Il frutto di questa coesione è sicuramente l’ottimo lavoro fatto nella realizzazione del nostro primo album “A new Gershwin Path”.

Ultimissima domanda: che cosa ti auguri per il 2009 ormai alle porte? Mi auguro di ricevere crescere ancora di piu’ come artista, di avere sempre più opportunità di fare il mio lavoro, che è la mia passione.
Il 2008 mi ha dato tanto, ma non bisogna mai accontentarsi, si può sempre migliorare!

Mi raggiunge Mattia...Ora tocca a lui rispondere alla mia raffica di domande...
Mattia come riesci a conciliare il tuo amore per il Cinema con quello per la Musica?
Diciamo che, negli ultimi tempi, mi sono concentrato di più sul lato musicale, essendo pianista del Gershwin Trio, avendo appena finito di registrare il nostro primo album e avendo di fronte serate e, speriamo a brevissimo, anche un tour.
Per quanto riguarda il cinema, cerco sempre di tenermi aggiornato, soprattutto per non perdere i film dove la componente audio vale proprio la pena di andare ad apprezzare.

Quali studi specifici hai compiuti nei due settori? Per quanto concerne la musica, mi sono diplomato in pianoforte al Conservatorio “B.Marcello” di Venezia e ho partecipato a diversi corsi e master di perfezionamento sotto la direzione di Maestri come Giorgio Lovato, Giorgio Sini, Davide Liani,…
Dall’età di diciassette anni inoltre mi interesso di direzione corale, affinando la tecnica con il Maestro Davide Liani, dirigendo varie compagini corali ed effettuando con esse tournee in Italia, Francia, Brasile, Svizzera e Ungheria.
A tutt’oggi sono il Maestro del “Coro Fontanis” a Treviso, mia città natale.
Per quanto riguarda il cinema mi sono diplomato Sound Designer a Roma specializzandomi in campi come la fonia, la conversione A/D, l’acustica e spaziando dallo studio approfondito dei vari software per l’editing ed il mastering audio stereo e, in particolar modo, surround (Cubase 3 e 4, Nuendo 3, ProTools, Wavelab,Waveframe e Pyramix), a quelli per la notazione musicale (Sibelius 4 e 5, Finale). Inoltre ho studiato tecniche di microfonaggio, sintesi del suono, montaggio audio su video, fino ad arrivare al campionamento di strumenti musicali.

Che cosa ti affascina dei due “universi artistici”? Sicuramente il fatto che l’uno compenetra nell’altro e viceversa. In un film, qualsiasi sia il suo genere, per dare significato e rafforzare le immagini, la musica ha un ruolo fondamentale. Allo stesso modo, un compositore di colonne sonore ha bisogno di essere ispirato dalle immagini per scrivere una musica e una colonna sonora adatta alle esigenze espressive del film.
Oltre a questo, è comunque bellissimo poter capire, sia dal lato tecnico che da quello musicale, tutti i vari procedimenti che concorrono alla buona riuscita di un prodotto cinematografico

Registi e film preferiti? Registi Preferiti: Steven Spielberg, Peter Jackson e Mel Gibson. Film preferiti: “Braveheart”, “Il signore degli anelli” e “A.I. - Intelligenza Artificiale”.

Fino ad ora quali sono le tue esperienze nel settore prettamente cinematografico? Ho avuto l’onore e l’onere di aver potuto prendere parte alla lavorazione di queste pellicole:

- Restauro audio e re-mastering per conto della Paramount Pictures del film “C'era una volta il
West” di Sergio Leone con la colonna sonora di E.Morricone
- Collaborazione al Montaggio dialoghi del film di Eugenio Cappuccio “Uno su Due” con
Fabio Volo
- Mix e Montaggio dialoghi della versione italiana del film di animazione “Nasolungo e
la principessa” per conto della Dujass Film
- Ricostruzione e creazione ambienti sonori ed Sound Effects, Sound Designing e Missaggio
musiche del cortometraggio “Latency” di Daniel Curto
- Fonico di presa diretta del cortometraggio “The Lookaway” di Thomas De Caro, figlio del
noto attore Enzo De Caro
- Lavorazioni al montaggio e missaggio audio, creazione ambienti sonori e sound effects
in vari cortometraggi

Tuttavia la tua occupazione primaria riguarda l’universo musicale...Chi o che cosa ti ha fatto avvicinare a Madre Musica? Per questo, sicuramente, devo ringraziare mio padre, tutt’ora valente Maestro di coro e, fino a qualche anno fa, tenore di rara bravura. Sì! Devo ringraziare lui. Mi ricordo come la mia passione sia sgorgata pura, senza costrizioni; è successo verso i cinque anni: stavo giocando spensierato fuori in giardino con degli amichetti, quando sentii improvvisamente il suono del pianoforte che proveniva dal salotto. Già mille e mille volte lo avevo ascoltato fino ad allora, ma quel giorno, cominciai ad ascoltarlo “diversamente”. Quel suono mi aveva smosso qualcosa nel profondo. So solo che, quel giorno, lasciai immediatamente i miei giochi e corsi in salotto, mi appoggiai al pianoforte e rimasi li in ammirazione, mentre mio padre suonava le note delle varie arie da tenore e dei pezzi per coro che doveva insegnare. Questo fu il primo input. Devo inoltre ringraziare i miei splendidi maestri, quelli che mi sono rimasti nel cuore e ho avuto la fortuna di incontrare: Giorgio Sini, esuberante e valente pianista e, ora, direttore d’orchestra; Giorgio Lovato, il mio Maestro di Conservatorio (quello che conosco sulla tecnica e interpretazione pianistica, lo devo tutto a lui); Alessandro Loja, il “vate” della Teoria e Solfeggio, il Maestro, ormai scomparso, che mi ha fatto amare questa materia odiata dal 99% degli studenti. Infine, come non menzionare Davide Liani, allievo di Malipiero, Compositore, Pedagogo musicale, Maestro di Coro e Direttore del Conservatorio di Venezia per decenni, scomparso da qualche anno e con cui ho avuto il piacere di collaborare alla stesura della sua ultima composizione prima della morte (il “Requiem d’amore” per pianoforte) ed eseguirla per l’unica registrazione esistente.

Oltre ad essere un valente pianista sei anche insegnante di musica e di pianoforte. Quali sono i consigli che ami maggiormente dare ai tuoi allievi? Non amo dare molti consigli, a parte quelli tecnici!
Gli unici due veri convincimenti (più che consigli) che mi permetto di infondere ai miei allievi
sono:
- rilassati! Il fondamento di tutto è il rilassamento. Non importa se sbagli: meglio sbagliare essendo rilassato che suonare tutte le note giuste ma con rigidità. Vedrai che farai tutte le note giuste lo stesso, ci vorrà solo un po’ più di tempo. Inoltre, se sei rigido, non comunichi niente a chi ti ascolta. Purtroppo non è così facile come sembra.
- trova la tua strada interpretativa da solo, io ti posso guidare, ma niente nella musica è fisso e dogmatico. Attenzione!! Niente stravolgimenti, però! Comunque trova un tuo stile peculiare e un tuo modo di affrontare i brani che volta per volta andrai a interpretare.

Ultimissima domanda: se potessi essere per una sola notte un pianista- compositore del passato chi vorresti essere e perché? Arturo Benedetti Michelangeli dal momento che è la sintesi di tutto quello che dovrebbe avere un pianista: tecnica, interpretazione, immedesimazione totale nel brano che eseguito, umanità, personalità spiccata, versatilità negli stili e, soprattutto, genialità.
Inserita il 10 - 02 - 09
Fonte: laura gorini
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