Domenica 5 aprile torna presso il ristorante “La Fattoria” di Lido degli Scacchi (Fe)“Sposi Perfetti”, la celebre fiera per un matrimonio da favola. Ingresso libero. Tra gli ospiti ci sarà anche il bellissimo Matteo Tosi, diventato famoso presso il grande pubblico soprattutto in seguito alla sua partecipazione a "Incantesimo 10".Ma Matteo è in primis attore di cinema e di teatro. Noi lo abbiamo incontrato a pochissimi giorni dalla realizzazione di questo specialissimo evento per conoscerlo meglio e farci rivelare i suoi prossimi progetti lavorativi.
Matteo il grande pubblico televisivo ha avuto modo di conoscerti grazie soprattutto a "Incantesimo 10". Ma tu avevi già alle spalle una carriera artistica di tutto rispetto. Facciamo dunque un piccolo passo indietro nel tempo chiedendoti quando hai capito che dovevi assecondare la tua indole artistica...
E’ difficile rispondere con precisione a questa domanda, perché la passione per lo spettacolo è nata con me. Fin da piccolo scrivevo, creavo, pensavo, insomma avevo già mostrato i primi segni di un creatività poi esplosa nell’adolescenza.
Se non erro ti sei pure laureato al Dams di Bologna e hai anche compiuto studi specifici sul campo attoriale, teatrale e musicale...
Sì, mi sono Laureato in Discipline Arti, Musica e Spettacolo a Bologna nel 1996, ma durante il periodo Universitario ho frequentato il Limet (corso di recitazione e scrittura creativa) e successivamente mi sono diplomato attore presso un’accademia per “attori e operatori teatrali”. La mia formazione continua ancora oggi con maestri internazionali del calibro di Jhon Strasberg (figlio del padre fondatore dell’Actor’s Studio di New York) e Ilza Prestinari. Negli anni poi ho studiato privatamente canto con Iskra Menarini, con la quale ho scritto alcune canzoni.
Tuttavia il tuo primo amore è stato teatro. Un amore che coltivi ancora nonostante sempre i tuoi più ingenti impegni televisivi e cinematografici. Che cosa ami particolarmente dei tre universi?
Onestamente più di ogni altra cosa amo il cinema, ma il teatro esercita sempre grande fascino. Del cinema amo la verità, del teatro l’essere “vivi” in scena e della Tt, che da popolarità, ed in questo lavoro, come si sa è importante. Mettiamola così il cinema è l’amore della mia vita, il teatro un’amante e la tv una bella amicizia da coltivare.
Toglimi una curiosità: generalmente quali caratteristiche deve possedere una sceneggiatura o un copione per convincerti o meno?
In genere preferisco interpretare personaggi distanti da me, sono più interessanti, mi permettono di indagare le parti più ombrose del mio animo. Quale altro lavoro, se non questo, ti da la possibilità di “vivere” più vite? Ma ritornando più specificatamente alla tua domanda, più che la sceneggiatura o il copione, mi interessa il regista. Rimane il fatto che penso che nessun attore possa interpretare qualsiasi ruolo.
Ti è mai capitato di rifiutare un ruolo che non sentivi per nulla tuo?
Per il momento no.
Altra tua grande passione è la musica. Hai tra l’altro inciso nel 1998 “Attimi musicali”, il tuo primo cd, e nel 2000 il singolo“Deserto rosso”. Oggi con il senno di poi con quali parole descriveresti questi tuoi due primi lavori musicali?
Forse un po’ troppo intellettuali, poco radiofonici per dirla con le parole dei discografici.
Pensi di dare loro un degno seguito?
Non saprei, ma la musica rimane comunque presente nella mia vita.
Hai poi successivamente unito il tuo amore per il teatro con la musica grazie alla realizzazione de i musical “La corte dei miracoli” (2003) e “La favola mia” (2004). Che ricordi hai di quelle esperienze? Ti piacerebbe lavorare a un nuovo musical?
Mi piace lavorare nei Musical, è l’unico spettacolo che unisce le diverse espressioni artistiche, e per un attore è un bel banco di prova. In questo periodo sono impegnato nella realizzazione del cinemusical Opera Palladio, uno spettacolo che fonde cinema e musical.
Al cinema hai ultimamente impersonato ruoli particolarmente duri. Sto pensando per esempio al ruolo di prete esorcista di “Colour from the dark” di Ivan Zuccon. Una pellicola interamente recitata in lingua inglese. Quali sono stati i momenti delle riprese che ami particolarmente ricordare?
Tanti sono i momenti che amo ricordare, soprattutto i più duri e difficili. Con Zuccon in ogni caso è sempre straordinario lavorare. E’ un talento vero, e sono felice di essere stato chiamato da lui, a rappresentare il film, dopo la prima di New York e Londra, al festival del Cinema di Messina.
Rivedendo la pellicola quanto sei soddisfatto del tuo personale risultato ottenuto?
Trovo sempre qualcosa che non mi piace, ma un attore è eternamente insoddisfatto del suo lavoro. A volte però mi sono piaciuto, e questa è già una grande conquista.
E ora quali saranno i tuoi prossimi impegni e progetti?
Di progetti ce ne sono tanti. Del resto un attore è sempre in movimento, col corpo con la testa e con il cuore.
Inserita il 27 - 03 - 09
laura gorini
|