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Agropoli: Svolta l'inaugurazione del Medfest
Agropoli: Svolta l inaugurazione del Medfest
Giovedì 28 agosto si è tenuta alle 19.30 l’inaugurazione del Medfest con l’apertura della mostra fotografica Ne touches pas à mon Pays di Stephanie Gengotti e la presentazione del libro "La scelta di Said", storia di un Kamikaze di Raffaele Masto Sperling & Kupfer editore - Associazione Sole Terre.

Il tutto si è svolto al Castello di Agropoli (sala dei Francesi). Presente anche la modella africana Yuma, testimonial della mostra fotografica di Stephanie Gengotti.

La carriera artistica di Yuma inizia a diciassette anni. E’ da qui che ha inizio il suo lungo percorso di fotomodella. Lavora nelle grande piazze della moda: New York, Tokio, Londra. Per più di dieci anni fa il calendario per le sfilate. Yuma arriva, poi, in Italia e prende parte a diverse produzioni televisive e cimeatografiche.
Le ha colpito di più il film di Sergio Chitti dal titolo: “Fratella e Sorello”. E' la storia di un'amicizia improbabile fra due uomini: Giocondo, un borghese che vive di rendita, follemente innamorato di Nonò, una bella donna di colore che lo ha portato alla rovina; e il Serpente, spogliarellista, un uomo che ha girato il mondo sulle navi da crociera, indurito dal tradimento di un amico. Si conoscono in prigione, dove sono finiti per motivi diversi, e qui creano un legame forte, fraterno. Una volta usciti dalla galera, non riescono più ad inserirsi nella società, nei suoi trabocchetti, falsità, gelosie, ipocrisie. L'incontro con Nonò e con Cicera, la donna di Serpente, farà precipitare la situazione verso una scelta estrema.

E’ nel cuore di Yuma anche il film “Casomai” di Alessandro D’Alatri, un film sui rapporti complessi tra uomo e donna. Ballando con le stelle è stata la sua più bella esperienza.

“ E’ un programma intelligente, - puntualizza Yuma – sano, adatto a tutti, un programma che donava il sorriso, l’allegria. Non è stato il solito programma a quiz, ma una novità”. Milly Carlucci, la conduttrice, è una vera signora”.

Yuma, negli ultimi anni, si è occupata soprattutto di beneficenza, perché ha avuto un’infanzia difficile.
“Abbiamo – spiega Yuma - questa sera una mostra fotografica Ne touches pas mon Pays. Le foto sono state scattate in Marrocco. Con l’Associazione Soleterre siamo andati nelle Baraccopoli”.

Dal 2002 Soleterre realizza in Marocco un intervento di cooperazione allo viluppo nella regione del Beni Meskine attraverso percorsi educativi e sanitari a favore di donne e bambini allo scopo di migliorare le condizioni di vita e favorire la scolarizzazione dei minori. Il progetto prevede: Interventi di sensibilizzazione delle istituzioni e della società civile sui problemi legati alla mancanza di condizioni di vita decenti sia a livello strutturale sia a livello sociale per gli abitanti di Sidi Moumen.

Presto Yuma inizierà una nuova avventura con la Fondazione Capitano Ultimo. E’ in attesa, fra l’altro, di proposte interessanti dal Grande Schermo.

Stephanie Gengotti è nata a Roma il 19/12/1972. E' di nazionalità Italo/Francese.
Laureata come interprete, studia fotografia con Erico Menczer, direttore di fotografia del cinema italiano e internazionale. Seguendo le orme del maestro inizia come fotografa di scena su vari set cinematografici; ora lavora con varie agenzie fotografiche del cinema e della moda. E’ reporter della Freelance International Press e collabora con varie case editrici e testate giornalistiche.
Ha viaggiato e vissuto in numerose parti del mondo realizzando numerosi reportage in Africa.
Affascinata dal mondo dell’immigrazione, in Italia si occupa principalmente di reportage sociale, segue dal 2003 le vicende di vari campi nomadi a Roma. Realizza i reportage sulla comunità rom di “Vicolo Savini” (2003 – 2005), e sulla comunità senegalese del “Residence Roma” (2005). Nel 2005 realizza le fotografie del calendario “me sem rom sono rom” (1° premio concorso amico rom) un lavoro artistico che vede come protagonisti 18 ragazzi rom provenienti da vari campi nomadi di Roma posare come divi del cinema. Nel 2005 è l’ideatrice insieme a Sevla Sejdic del docu-film “La casa di Priscilla” regia di Roberto Saura. Nel 2006 realizza la mostra fotografica “Urban Lifestyle” (1° premio concorso amico rom). I protagonisti sono sempre i giovani rom fotografati nei luoghi più belli della capitale come simbolo del loro desiderio di uscire dai campi ghetto e muoversi liberamente nella città della quale si sentono parte.
Nel 2006 insieme al fotografo Fabio Amicucci fonda lo ‘studio effe 64’ sito all’interno dell’incubatore d’imprese di Corviale.
Nel 2007 diventa Direttore Generale della Fondazione del Capitano Ultimo.

“Nelle baraccopoli –spiega Stephanie Gengotti - vivono donne, bambini. Sono famiglie unite. Sono stata ospitata da queste famiglie. Per loro avere un ospite stranero è un’onore. Ho cercato prima di conoscere le persone, il mio album fotografico ne è la conseguenza. Ho avuto la possibilità di stare a stretto contatto con i bambini. Quando avevo la possibilità di fotografare, venivo accompagnata dai bambini nelle baraccopoli. Non ho avuto mai problemi, ma solo gente che mi accoglieva. Nelle mie foto ho voluto raccontare la dignità di queste persone che non è mai riportata sulle pagine dei giornali”.

“E’ una realtà molto vicina alle nostre vite perché il terrorismo islamico, oggi, ci condiziona. Sappiamo che c’è e ne abbiamo paura. Quella realtà condiziona la nostra vita anche in cose molto più spicciole. Oggi, in tutte le grandi città ci sono “sacche” di emigrazioni che riconducono a quelle realtà che ci sono veramente vicine. Ponendo più attenzione a queste realtà ci sarebbero molte più possibilità di integrazione. In questo libro viene fuori un Islam terribile. Immaginate un ragazzo di 30 anni che vive nella bidonville di Sidi Moumen, che non ha alternative, che non troverà l’amore, e sa di doverci vivere tutta la vita. Said è un ragazzo che si è fatto esplodere. La sua storia è una storia di disperazione e miseria come quelle decine di migliaia di abitanti delle baraccopoli di Casablanca” dichiara Raffaele Masto.


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Inserita il 30 - 08 - 08
Fonte: Maria Cuono
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