Si parla spesso di soggetto e sceneggiatura ma si dimentica spesso l'importanza della scaletta. Ricordiamo che nella progettazione di un film abbiamo, o dovremmo avere, l'idea; il soggetto; il trattamento; la scaletta; la sceneggiatura.
L'idea, come già detto nel precedente articolo, può essere di fantasia oppure ispirarsi ad un episodio realmente accaduto.
Il soggetto descrive in due o tre pagine formato A4 la storia. Conterrà un inizio, uno svolgimento ed una fine descrivendo i personaggi, gli eventuali conflitti, l'epoca e i luoghi in cui si svolge.
Nel trattamento si determina la successione delle scene e la durata, entrando più profondamente nelle azioni e nei luoghi descrivendoli con cura, tracciando le linee psicologiche dei personaggi e i dialoghi fondamentali.
Della scaletta, parte notevolmente progettuale, ne parleremo meglio dopo.
La sceneggiatura, infine, è un racconto essenzialmente visivo ed evocativo. Tutto quanto è descritto deve essere cinematografabile. Occorre essere in grado di scrivere una storia che si sbobini durante la lettura, con intrighi e colpi di scena. Se nel film un personaggio deve essere creduto morto fino a quando non si scoprirà il contrario, nella sceneggiatura occorre fare lo stesso, descrivendo la scena dell'apparente uccisione come la vivrà lo spettatore (facendo quindi credere anche al lettore della sceneggiatura stessa che il personaggio sia stato ucciso). Il lettore vivrà quindi lo stesso colpo di scena e/o stupore quando scoprirà che il personaggio è invece sopravvissuto. La sceneggiatura è, di solito, letta da un agente che la propone ai finanziatori.
Ma passiamo all'importanza della scaletta, oggetto dell'articolo, in cui si indicano, punto per punto, gli avvenimenti principali del film. Si tratta di un passaggio fondamentale per controllare lo sviluppo del film stesso.
A livello di produzione "industriale" l'ordine è idea, soggetto, scaletta, trattamento e sceneggiatura. Accade però che il trattamento, "assomigliando" alla sceneggiatura, spesso sia omesso. La narrazione in questo caso si piega da subito ai tempi stabiliti dalla scaletta. Nei telefilm televisivi, che durano cinquanta minuti, la struttura è fissa e la parte creativa si adatta ad essa. Al contrario, passando dal trattamento alla scaletta e poi alla sceneggiatura, si ha una maggiore libertà creativa con un controllo progettuale prima di passare alla sceneggiatura. Dalla scaletta, infatti, ci renderemo subito conto se certe scene sono troppo lunghe, noiose e se la storia avanza col ritmo desiderato.
Personalmente, quale "ghost writer", preferisco il trattamento e poi la scaletta. Scrivendo il trattamento mi lascio trasportare dalla storia (come un romanziere), dallo sviluppo (che pur restando nella traccia del soggetto a volte assume pieghe impreviste), dal carattere dei personaggi (che si svelano), dai primi dialoghi e conflitti che fanno parte del soggetto e della storia stessa. Terminato il trattamento riporto su scaletta il ritmo della storia e poi passo alla sceneggiatura. Ma facciamo un esempio tratto da un soggetto di R. R. Guglielmetti dal titolo provvisorio "La Catena".
1) Massimo parcheggia la macchina lungo il fiume, sotto un albero in una zona d'ombra, scende e si apposta dietro un cespuglio restando in attesa.
2) Arriva l'auto della vittima che si ferma.
3) La vittima scende dall'auto e si avvicina all'auto di Massimo, dal proprio punto di vista non capisce se c'è o meno qualcuno all'interno.
4) La vittima si avvicina piano all'auto parcheggiata accostandosi ai finestrini per vedere l'interno.
5) L'auto è vuota.
6) La voce di Massimo proviene dalle spalle della vittima che si gira.
7) La vittima, oltre che presa alla sprovvista, girandosi si trova il sole contro che lo abbaglia.
8) Massimo ha una pistola in mano, finisce la frase e spara.
9) La vittima cade sotto il colpo di pistola, è una caduta disarticolata che gli fa sbattere il viso sui ciottoli di fiume della stradina sterrata. Ecc….
Così, punto per punto, verifichiamo se la storia sarà coinvolgente o se in certi momenti, non accadendo nulla, si rischia la noia.
È, di fatto, una sintesi, un riassunto degli avvenimenti meglio gestibile.
In certi casi, quando la sceneggiatura è molto complessa, può essere di aiuto avere sul set la scaletta che offre una visione immediata delle inquadrature essenziali per decidere i punti macchina, infatti, ogni inquadratura richiede tempo di lavoro; più sono, più è complessa la produzione.
NOTA: Nell'immagine un frame da "Il Cacciatore di Anatre" di E. Veronesi.
Inserita il 01 - 03 - 09
Fonte: Alberto Bernardi
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