Quando tre fratelli che non si parlano da un anno come Francis, Peter e Jack Whitman decidono di fare un viaggio attraverso l’India alla ricerca di sé stessi e soprattutto della madre scomparsa da tempo e divenuta suora sull’Himalaya (Angelica Houston), allora tutto, ma veramente tutto può succedere. Commedia brillante e intelligente, dai ritmi serrati e goliardici, fitta di trovate e paradossi, scherzi, lazzi e frizzi ma bilanciata da momenti intensi, venati di riflessiva benché pur sempre delicata tristezza, The Darjeeling Limited (Il treno per Darjeeling) è l’ultima fatica del creativo regista Wes Andersen, che torna qui con rinnovata energia ad animare i protagonisti di una famiglia a dir poco scombinata. Dopo un terribile incidente di moto, il fratello maggiore Francis (Owen Wilson, attore che tentò il suicidio proprio durante le riprese), avvolto da una maschera di bende e con un copricapo che lo rende simile ad una mummia, invita (o sarebbe meglio dire convoca dato il piglio da padre-padrone col quale si rivolge ai fratelli comandandoli a bacchetta) gli altri due ad un percorso spirituale, per ritrovarli e ritrovarsi dopo la fase di incoscienza post-traumatica: ha organizzato un itinerario accurato e rigidamente pianificato, che salterà completamente, per indurre i fratelli a ripensare alle proprie vite ed ai rapporti familiari. “La cosa particolare dell’India - afferma Anderson - è che la vita è molto precaria e dovunque ti giri puoi vedere persone in punto di morte contrapposte a una bellezza straordinaria, ma in tutto questo c’è una sorta di fluidità”. Il treno azzurro con fregi di elefanti (dipinti per l’occasione cinematografica) che porta i nostri eroi verso il deserto del Rajasthan riserverà loro impensate sorprese che metteranno a nudo i problemi di ciascuno. Peter (Adrien Brody, premio Oscar per Il Pianista), il fratello di mezzo, sta per avere un figlio da una donna che forse non ama abbastanza, mentre il piccolo Jack (Jason Schwartzman), il fratello minore, scrittore di successo anche grazie alla sua capacità di ispirarsi alle avventure di famiglia, giunge in India ancora ossessionato dalla sua ex che si trova a Parigi, tanto che non può smettere di ascoltare di nascosto la sua segreteria telefonica. Nel frattempo, mentre la litigiosità ed i vecchi rancori fraterni non accennano a diminuire, nuove relazioni (un flirt con la graziosa hostess indiana, la bella attrice Amara Karan, l’incontro con alcuni bambini indiani nella diga e con gli abitanti del villaggio per il funerale) con persone e contesti locali faranno breccia nel cuore dei tre fratelli e, tra un serpente in fuga ed uno spray al peperoncino, i tre si avvicineranno a grandi passi verso il sancta sanctorum della mamma in fuga. “Mi è sempre piaciuta - rivela Anderson - l’idea di fare un film su un treno perché mi piace l’idea di una location in movimento, che procede in parallelo con la storia. Allora, ho chiesto ai miei amici Jason Schwartzman e Roman Coppola di unirsi a me nello scrivere il film e poi siamo andati in India tutti assieme”. Il film è preceduto da un breve cortometraggio in parte collegato al resto della storia. Sul treno anche un fugace cammeo di Bill Murray.
Inserita il 16 - 05 - 08
Fonte: Elisabetta Colla
|