Gradevole, simpatico e divertente con garbo.
Nacho García Velilla è riuscito a fare un prodotto “ben cucinato” (la metafora è d’obbligo data l’ambientazione) sul tema, sinceramente non originalissimo, degli equivoci sentimentali che nascono dall’attrazione di un lui omosessuale e di una lei etero per un bel calciatore gay.
Ma come in un piatto di alta cucina, come quelli che prepara Maxi, proprietario di un ristorante di Madrid, gli ingredienti secondari contano molto per la riuscita dell’insieme. Ecco allora che la vicenda si complica con l’arrivo problematico di due figli quasi sconosciuti, con il rapporto padre-figlio adolescente, sempre assai difficile, aggrovigliato dal risentimento, dalla difficoltà di accettare un padre gay e che per di più ha abbandonato i figli.
Molto politically correct, la sceneggiatura prevede anche considerazioni sulla difficoltà di ammettere la propria omosessualità. Essendo un lavoro basato sui buoni sentimenti, ecco la ricetta per ogni situazione: accettarsi e smettere di fingere, vivere con semplicità i propri sentimenti. Il lieto fine sarà assicurato.
Inserita il 15 - 04 - 09
Fonte: Mariella Moresco
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