Il film, di Roberto Torelli, è un coro composto da 30 corti di 3-4 minuti l’uno, di altrettanti registi sul tema, variamente declinato, dei diritti umani.
La Rai lo trasmetterà nei prossimi giorni per celebrare i 60 anni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, proclamata dall’Onu a Parigi il 10 dicembre del 1948. Gli “episodi” del film, il cui numero è volutamente quello degli articoli che compongono la Dichiarazione, sono stati realizzati grazie al lavoro volontario di circa 800 lavoratori del cinema italiano e sono stati diretti sia da registi di fama del “cinema civile” sia da nuove generazioni che hanno introdotto uno sguardo alternativo e molto attuale nel grande tema dei diritti civili e umani.
Nessuna retorica e molta vita vissuta, molti “piccoli” e grandi soprusi, violenze, corruzioni. Denunce di quanto accade a livello internazionale (Il lavoro di Fiorella Infascelli e Amnesty contro Cina e Vietnam) ma anche la ricaduta italiana delle distorsioni della politica e dell’economia a livello internazionale (le immigrazioni clandestine, la prostituzione delle ragazze straniere, i processi agli extra-comunitari) e vicende italianissime, come i fatti di Bolzaneto, la corruzione politica, i crimini di mafia. Anche le sevizie da parte delle forze dell’ “ordine” (che, forse, non hanno letto Verri).
Un bel modo di ricordare la grande importanza della proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e richiamare l’attenzione sull’ancora più grande importanza dell’impegno civile per la sua reale applicazione.
Inserita il 04 - 12 - 08
Fonte: Mariella Moresco
|