LoginIscriviti • Anno 8 - Numero 30  
Le Conseguenze dello Zapping
Le stranezze viste in TV: meditazioni e riflessioni

 Cerca   
Napoli da amare, Eduardo De Filippo: Napoli Milionaria
Francesco Rosi, regista di” Mani sulla città” ricordava l’emozione viva di aver assistito, nel lontano marzo 1945, allora giovane studente universitario animato da grande passione artistica, alla prima della commedia di Eduardo al Teatro San Carlo di Napoli
E precisava come quell’emozione aveva accomunato, quel giorno, tutto il pubblico intervenuto: c’era anche ‘o malamente quella sera, un noto contrabbandiere dell’epoca, famoso in città per il giro di traffici illeciti ai quali era dedito. Il guappo, avendo appreso che, per il personaggio di Errico Settebellizze, Eduardo si era ispirato alla sua figura di abile borsanerista, aveva voluto assistere alla rappresentazione pronto alla vendetta rapida e silenziosa del coltello se l’intenzione fosse apparsa diffamatoria.
E s’era presentato al San Carlo con la precisa intenzione di fare “una camicia di sangue” ad Eduardo. Nemmeno ‘o malamente risucì nel suo proprosito: il dolore quello vero, morale e fisico, di una città in ginocchio ma animata da un cuore generoso e vero che voleva tornare a battere pulito nelle strade, nelle piazze, nel mondo, l’aveva commosso. L’intenzione di Eduardo era tanto forte e commossa, ma altrettanto asciutta e lucida nel descrivere un microcosmo umano, sofferente e animato da una volontà di riscatto che nessuno, nemmeno il malavitoso più arrogante, poteva chiamarsene fuori. Era il dolore che si fa lavacro. E pulisce.
E’ importante comprendere prima di accostarsi alla commedia, specie chi – ma c’è davvero? – lo faccia per la prima volta in quale clima uno dei lavori più celebri e celebrati di Eduardo sia stato concepito e dato alla luce. Parliamo dell’immediato dopoguerra.
In quei giorni Eduardo aveva a lungo girato per le strade ed i vicoli della sua città, aveva osservato attentamente la gente,le sue condizioni di vita,aveva studiato comportamenti ed atteggiamenti, ed aveva tratto, da quella realtà pulsante e drammatica, materia di feconda ispirazione.
A poco a poco,era maturata in lui la storia di Gennaro Jovine, della sua tormentata famiglia,e di tutto il mondo di contrabbandieri, piccolo-borghesi, ladruncoli, povera gente, uomini d’ordine che anima i tre atti di” Napoli Milionaria”.
La scrittura della commedia avvenne quasi di getto all’ inizio del 1945, la stesura fu rapida ”tutta d’un fiato come un lungo articolo di giornale sulla guerra e sulle sue deleterie conseguenze” (Eduardo intervista a Sergio Lori 7 maggio 1969).
La lettura del copione avvenne a casa di Titina ,in Via Vittoria Colonna,dove Eduardo aveva riunito la nuova compagnia teatrale.
Erano presenti Titina ed il marito Pietro Carloni, Dolores Palumbo, Tina Pica, Clara e Vittoria Crispo, Ester Carloni, Giuseppe Rotondo, Clara Luciani ed altri.
Tutti gli attori , quando fu terminata la lettura collettiva, non nascosero la loro profonda emozione, orgogliosamente consapevoli di essere partecipi di un evento artistico che sicuramente avrebbe avuto grande importanza nella storia del teatro italiano del dopoguerra.
Non c’erano teatri dove rappresentare: le sale cittadine erano state requisite dalle autorità alleate per le attività ricreative delle truppe militari.
Eduardo riuscì ad ottenere, con non poca fatica, il prestigioso San Carlo, che gli fu concesso per una sola recita pomeridiana con la promessa che il ricavato sarebbe stato interamente devoluto in beneficenza ai bambini poveri di Napoli.
Il 25 marzo del 1945, alle ore 16 e 30, si tenne la prima di “Napoli Milionaria”.Era il debutto di una compagnia nuova, che affrontava nuove ed originali tematiche. Eduardo ricordò , in un’intervista concessa ad Enzo Biagi, il 5 aprile del 1959, che la curiosità per la sua nuova commedia-di cui era autore, interprete e regista- era assai viva in tutta la città: il pubblico ,infatti, accorse numeroso, ed i professori dell’ orchestra del San Carlo , per assistere allo spettacolo, furono costretti ad infilarsi nel golfo mistico.
Una scommessa, una sfida, la tenace volontà di dire oltre quello che un malinteso senso d’imposto pudore allora consigliava. Non era tempo di Malaparte e della sua Pelle, la gente desiderava dimenticare. Ma la rimozione non attenua il dolore, come insegna la psicologia d’accatto. E Eduardo, duro, raccontava una storia che era ancora cronaca.
Nel rivedere in un DVD – singolo o in cofanetto proposto dalle Edizioni Rai – la commedia a farla da padrona è l’emozione.
Velluto di seta, dunque, il terreno di rappresentazione, per la vicenda eduardiana forse più nota - insieme a Filumena Marturano - della sua Cantata dei giorni dispari, nata a ridosso della guerra con la volontà sostanziale di assegnare alla funzione teatrale maggiore rappresentatività sociale. Una stagione fervida quella che inizia con Napoli milionaria, che darà ad Eduardo fama nazionale e internazionale - anche grazie alle versioni cinematografiche delle opere di questo periodo - : i giorni "dispari" sono quelli infelici, neri, Napoli devastata dalla guerra, la ricostruzione, l'obbligo di rifondare una nuova società, nonostante i contrastidati dal permanere di vecchie ipocrisie nella famiglia e nei rapporti individuo e società.
La scena - perfetta nella sua sobrietà e suggestiva nei segni esteriori di una società in trasmutazione - scopre un interno casalingo napoletano che è ancora il luogo dell'azione: in esso, dapprima con franca familiarità, poi, con crescente disagio si muove Gennaro Jovine, il tipo del disgraziato che, gettato a capofitto e suo malgrado, fuori dalla garanzia del "bascio" che abita con la moglie e tre figli e tornato come un reduce ruzantiano, acquista ,dolorosamente e sulla sua pelle, la coscienza della storia.
E intorno a questo nucleo intensamente poetico si sviscera la narrazione eduardiana, dall'ambientazione storica - prima e dopo lo sbarco degli alleati - al trauma di un popolo che passa dalla desolata miseria della guerra all'abbondanza insidiosa e malata dell'occupazione. La crisi dei valori, lo sbandamento morale che coinvolge accanto a Don Gennaro sua moglie donna Amalia e i loro figli é rappresentata con profonda partecipazione umana che contempera la drammatica diagnosi con umorismo malinconico e sottile, con l'amore e la fiducia che egli nutre nelle positive qualità del suo popolo.
Grande Eduardo, domina la scena con la sua sapiente sobrietà, la sua squisita ironia, il suo dolente pudore: arte istrionica la sua che,si affina sino alla smorzatura degli effetti e a un recitato che, artificio supremo, sembra quasi un parlato, mescolando il riso alla lacrima, senza soluzione di continuità. Accanto a lui, una splendida Donna Amalia trova il suo corpo in una Reagina Biianchi, bella, fresca e vitale come solo le donne partenopee sanno esserlo, dotata di grandi qualità drammatiche, strillona e becera nella sua napoletanitudine, ma sfumata e sottile nella catena di passioni che la legano alla vicenda collettiva della sua casa, specchio fedele dei tempi.
Insieme, legati da sorprendenti affinità elettive, Eduardo e Regina costruiscono duetti, memorabili terreno di una competizione, risolta nel sommesso sorvegliato, antiretorico modo recitativo suggerito da Eduardo e impartito al teatro italiano come la più viva e urgente delle lezioni. Altrettanto misurata e curata nei dettagli la regia che guida per mano la folla chiassosa che invade con sentimenti e brandelli di vita il bascio degli Jovine, apre larghi spazi ai monologhi, ma affida la gesto il valore antico di simbolo. Così, per curiosa alchimia, non é la battuta saggia e pietosa "Ha da passà 'a nuttata" che chiosa la commedia, ma il gesto muto, alla Renè Clair o alla Chaplin, di spalancare le porte finestre del mezzanino - improvvisamente cupo e dominato da suoni di morte - alla solidarietà antica della gente, segnalando, al contempo, col chiudere mezzo portone, come occorra prudenza e sorvegliata misura perché la famiglia deve superare l'estremo lutto, la perdita improvvisa di sé.
Pure indimenticabile l’evento che una delle frasi più usate al mondo suscitò e così, nel suggerire una visione più teatrale che cinematografica per il nsotro cinema in salotto, ci piace chiudere: quando,dopo aver pronunziato queste semplici ma accorate parole,si abbassò il sipario “ci fu un silenzio per otto,dieci secondi, poi scoppiò un applauso furioso ed anche un pianto irrefrenabile,tutti avevano in mano un fazzoletto ,gli orchestrali del golfo mistico che si erano alzati in piedi,i macchinisti che avevano invaso la scena”.(Eduardo intervista ad Enzo Biagi, 5 aprile 1959. E c’è da giurare che quello stesso sentimento è oggi tanto vivo e vero da giustificare una commozione forte. Ma purtroppo le lacrime si sono asciugate da tempo. Da acquistare.

EDUARDO DE FILIPPO: NAPOLI MILIONARIA

Interpreti

Eduardo
Regina Bianchi
Antonio Casagrande
Pietro Carloni
Elena Tilena
Ugo d’ Alessio.


Colore/Bianco e Nero: Colore

DVD Nella confezione: 1 (E’ il filmato della commedia nella bella edizione televisiva, trasmessa il 22 gennaio 1962)

Comprende:
Pensieri
La vita della commedia
Scenografie
Galleria fotografica
Teatrografia di Eduardo


Interpreti

Eduardo
Regina Bianchi
Antonio Casagrande
Pietro Carloni
Elena Tilena
Ugo d’ Alessio.


Colore/Bianco e Nero: Colore

DVD Nella confezione: 1 (E’ il filmato della commedia nella bella edizione televisiva, trasmessa il 22 gennaio 1962)

Comprende:
Pensieri
La vita della commedia
Scenografie
Galleria fotografica
Teatrografia di Eduardo


Inserita il 09 - 11 - 06
Maria Laura Platania
Leggi altri articoli di Maria Laura Platania

INSERISCI UN COMMENTO

Nome:
Titolo:
Commento:
Per inserire il commento devi effettuare il login.
Username:
Password:
alCinema.Org si riserva il diritto di cancellare commenti con linguaggio non adeguato ai contenuti del sito o fuori luogo. Per motivi di sicurezza viene salvato l'IP dell'autore del commento. Gli indirizzi email vengono salvati solo per scopi di sicurezza e non verranno utilizzati in alcun modo, n?eduti a terzi.
 

La tranquilla normalit?el male: Arrivederci amore, ciaoPRECEDENTE SUCCESSIVONon chiudiamo quel cerchio....

SOCIAL & C.


CERCA NEL SITO

SEGNALIAMO

  • ISCRIVITI
  • Segnala ad un amico

NEWSLETTER




Login    Chi siamo    I Redattori    Dalla Redazione    Privacy    Contattaci    Preferiti    Imposta come Homepage   Lavoro   Arredamento
© 2006-2014 alCinema.Org è un supplemento di Teatro.it - Iscrizione ROC del 30 agosto 2006 - n. 14662