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Scandalo al Sole
Quando le notizie bucano lo schermo e diventano argomento di discussione.

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Il processo delle 'beffe'.PRECEDENTE SUCCESSIVOChi dice festa dice Santo.
Sanremo senza vittoria.
Sanremo senza vittoria.
Non voglio parlare di ascolti. L’auditel mi annoia, soprattutto se è un mitra contro un evento che dopo 58 anni di servizio onorato, smette di respirare sotto il macigno del “Grande fratello” o i “Cesaroni”.
Non vedevamo l’ora di abbatterlo SanRemo, sempre meno paradisiaco e sempre più maligno
Abbiamo atteso per scorgere chi fosse il capitano e non vedevamo l’ora di attaccarlo.
Pippo è diventato una pippa. Chiambretti il redentore, ha messo in salvo il festival come ha potuto, ma cinque giorni su sette era soprannaturale anche che tutti i componenti dell’orchestra, fossero ancora vivi.
Una settimana bianca, senza sci, di puntuali boutade mal recepite, di scarsa passione e molto malumore.
Il Festival per 58 anni è stato un fenomeno nazionale, popolare, intramontabile , un appuntamento compatriota che tra canzoni e sollazzo ti faceva scivolare nel senso della musica, apriva le porte a nuovi cantanti, spalancava i cancelli ai big che lanciavano un nuovo pezzo, poi hanno cominciato a pensare che si poteva spalmarlo in più serate, diario di una morte annunciata, se si allunga il brodo diventa acqua e il Teatro Ariston ha cominciato a fare acqua da tutte le parti, quest’anno più di sempre.
L’unica colpa di Baudo è che si è lasciato andare, non era più quello di sempre. L’accoppiata con Chiambretti è stata stridente: il mausoleo di Pippo, e la modernità improvvisata e velenosa di Chiambretti lo ha trascinato nell’inedia tra insignificanti siparietti e balletti deprimenti con la coppia delle belle, tra la Osvart, sempre pù Heidi, che ha debuttato dicendo che sul suo documento c’era scritto domestica, pensa? Come se fosse inaudito che un essere umano come lei potesse esercitare questa professione? Nessuno si è stupito perché per quello che ne sappiamo, non avendola mai vista altrove, se non per sentito dire, poteva essere anche maestra o fornaia, quando ha canticchiato e ballonzolato abbiamo compreso che è stato in quel momento che lo share è precipitato. Abbiamo sperato nella Guaccero, svociata con un comportamento imbarazzante per tutti, dimenandosi senza pose e copioni in “ciao come va" sconvenienti e pacche sulle spalle ai cantanti tesi come corde di violino è li che telespettatori hanno cambiato canale.
E’ così che ti frega la vita, gli eventi tanto attesi, le manifestazioni di tradizione e costume all’improvviso perdono l’equilibrio. Si riempie il programma di aspettative che non si possono sostenere
Non si può monopolizzare per una settimana la tv di stato, dalle nove a l’una orario continuato, anche con il dopo festival.Qualsiasi spettacolo anche il più incantevole per scenografia e canzonette in cinque giorni continui da il peggio di sé.
Questo tipo di festival non va più bene, quello rintronante, da ultimo dell’anno, dove i conduttori si rincorrono e sembrano animatori valtur, dove cambi la mora e metti la bionda, ritocchi le luci, ma quando accendi la tv, quel teatro ti sembra già sfiorito e già visto e le multiserate insoffribili come un matrimonio di 30 anni.
Lasciamolo andare questo Festival da festa della Proloco, esisterà anche una mezza misura laddove il senso della musica, il ritmo, entra in punta di piedi e senza tanto frastuono , svanisce dolcemente in una serata, dove anche le disarmoniche canzoni e i conduttori depressi nel ricordo ci sembrano migliori.

Inserita il 02 - 03 - 08
Fonte: Nancy Cacchiarelli
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