Lo zapping su “Blob”. E’ come dire “teatro nel teatro”. Ieri sera, dopo parecchi giorni (felici) senza televisione, accendo l’infernale strumento e zappo su “Blob”, uno dei pochi programmi intelligenti rimasti in questo immondezzaio chiamato “TV”, ri-definibile, ad hoc, con le medesime iniziali e dal significato di “Trash Visivo”.
Sì, perché ormai è da mesi che vedo la TV dalle 6 reti canoniche solo zappando (e la prenderei tutta a zappate e badilate, in effetti); solo zapping, dicevo, perchè non riesco a vedere per intero una trasmissione che sia una. Aiutati-che-Sky-T’aiuta; e meno male che c’è Sky, mi viene da dire.
Bene, lo zapping nello zapping mi mostra 30 secondi sufficienti per gioire dell’esistenza del tasto rosso OFF. Che ho azionato al 31esimo secondo. Le Conseguenze dello Zapping: eccole. 30 secondi 30, nemmeno sufficienti agli spioni telematici per individuarmi o al Meccanismo Share per includermi nelle sue malefiche percentuali.
Ecco l’abominio. Elisabetta Gregoraci, invece individuata eccome dalle ormai stra-note intercettazioni, si dimena vogliosa e sinuosa su un divanetto dall’informe forma. Come vestito, niente, escluso un ridottissimo costumetto di scena con poppe al vento e chiappe a poppa. Si auto-tocca dappertutto, strusciandosi le mani sul poppame sopracitato, spalmandosi immaginarie creme sul viso e sfrucugliandosi i capelli a destra e sinistra. Si contorce, simulacchia un amplesso con movimenti del bacino e intanto canta. In playback, manco a dirlo. Ma è un playback furbo e da dubbio sul diritto d’autore, perché la voce non è nemmeno la sua, bensì quella di Madonna. Ma, apoteosi del Trash Visivo, il coordinamento labiale: il contorcersi stile “ho una biscia nel vestito” le impedisce di sincronizzarsi alla canzone, con un risultato tra il penoso e il comico. Palesemente in ritardo col testo, se uno sa l’inglese e sa leggere i labiali, la vede sillabare esperimenti linguistici da dottorato di ricerca, tipo: “Sgrauss down bee dere…” o un più armonico “you guau baske dulleen…”. Non indago su che canzone stesse fingendo di cantare, il tempo dello zapping era insufficiente per capirlo e peraltro “Sarabanda” è finita da un pezzo.
Ma, vista così, nei 30 secondi 30 di contorcimento, sembra quasi una casalinga insoddisfatta che gira provini amatoriali simil-hard per uso domestico. Domestico, sì, perchè il turpe “stacchetto” (così si suole definire il genere) va in onda la domenica pomeriggio su Canale 5, a “Buona Domenica”, contenitore per famiglie rispettabili (una volta) che vivono il Settimo Giorno come riposo divanesco e televisivo o per le nonne, come la mia, che si muovono a fatica e non hanno il salvagente Aiutati-che-Sky-T’aiuta.
Penso che domenica porterò mia nonna al parco, tempo permettendo. Oppure la abbono a Sky e così mi becco anche un mese gratis.
Inserita il 31 - 10 - 06
Fonte: Fabienne Agliardi
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